Do’s & Don’ts nelle vacanze con gli sci:

Man taking a selfie with stick and lifted hand over the mountain and cablecar ski lift with cabins

DO’S & DON’TS nelle vacanze con gli sci:

STORIE DI DITA DEI PIEDI FRADICE NEGLI SCARPONI, LINGUE CONGELATE E SALDATE AL GHIACCIO E PORTAPACCHI CATAPULTATO

Sciare è meraviglioso, ma alcuni aspetti sono veramente bizzarri. Dopotutto, ci sono pochi sport che si riescono a praticare tutto l’anno e per lo sci, per 1 o 2 settimane all’anno, ci si vuole trasformare improvvisamente in “professionisti” capaci di sostenere allenamenti di ore.

Nessuno giocherebbe a calcio per una settimana intera senza essersi ben allenato prima. Come nessuno parteciperebbe a una maratona senza allenamento. Ma quando si pensa allo sci, ci creiamo delle aspettative su cose da fare, da sapere e da ottenere per vivere al massimo il “sogno in bianco”.

Un albergatore responsabile non può scendere a compromessi o adottare mezze soluzioni quando si tratta di sicurezza e servizio a tutto tondo. Un buon albergatore non solo è autorizzato, ma ha il dovere di avvisare e attirare l’attenzione su cose che a molti sembrano ovvie, ma nonostante ciò continuano a essere fatte in modo sbagliato rovinando il divertimento delle vacanze invernali, costando denaro o, nel peggiore dei casi, provocano incidenti.

Ma noi sappiamo che gli errori servono per migliorare. Ecco perché i professionisti dell’inverno dei Falkensteiner, che ogni anno regalano a migliaia di appassionati di sport invernali condizioni perfette nelle località sciistiche da sogno Falkensteiner in Austria e in Alto Adige, rivelano alcuni “segreti invernali” che inizialmente potranno far sorridere e scuotere la testa ai più, ma che speriamo possano risparmiare a qualcuno problemi o arrabbiature.

AUTOMOBILE

Per le vacanze in montagna anche l’automobile deve essere pronta. Iniziamo a rabboccare il liquido dell’impianto lavavetri, verifichiamo di avere il raschietto per il ghiaccio e anche una pala per liberare l’auto da una nevicata fresca, per arrivare ovviamente agli pneumatici invernali e alle catene da neve. Tutto questo equipaggiamento non deve solo esserci, bisogna anche saperlo usare. Montare le catene da neve non è una cosa difficilissima … a patto che non lo si debba imparare quando si è bloccati dalla neve.

  • Ogni auto senza sblocco elettronico della porta dovrebbe avere uno spray antighiaccio nella sua attrezzatura per l’inverno. Certo che se lo spray antighiaccio rimane nel vano portaoggetti diventa perfettamente inutile se le serrature si sono ghiacciate… Lo spray va tenuto nella tasca dei pantaloni o della giacca. Oppure lo si nasconde su una ruota.
  • Nelle nostre settimane bianche potete però regalare una vacanza anche alla vostra macchina. La maggior parte degli skihotel Falkensteiner si trova direttamente sulle piste e se l’auto rimane parcheggiata nel garage dell’albergo,  l’après-ski diventa più semplice, spensierato e sicuro.
  • Chi ha un’auto con trazione integrale, ha qualche asso nella manica in più sulle salite. Chi però è fermamente convinto che la sua trazione integrale gli fornirà più aderenza nella discesa, perderà facilmente questa convinzione nel fosso accanto alla strada.
  • Dall’invenzione del portasci è un classico: sci caricati al rovescio. Le punte degli sci devono essere rivolte indietro. Non per motivi aerodinamici o per la pressione dell’aria sui tornanti innevati. La resistenza all’aria generata dagli sci rovesciati può essere una brutta sorpresa sull’autostrada.
  • La vacanza con gli sci richiede molto bagaglio e i portapacchi aumentano notevolmente lo spazio di stoccaggio. Ma attenzione: i portapacchi hanno valori di carico massimo per una buona ragione. E gli oggetti pesanti e duri, come gli scarponi da sci, devono essere stivati in modo da non potersi trasformare in proiettili sparati dal portapacchi se occorre frenare bruscamente.

ATTREZZATURA

  • Un vero classico dei piccoli errori della settimana bianca sta nella rimessa degli sci, in particolare nell’asciuga-scarponi. Praticissimo: si mettono gli scarponi su un tubo riscaldato e la mattina dopo si calzano scarponi caldi e asciutti. Attenzione però! La punta degli scarponi deve essere rivolta verso l’alto. Perché la legge fisica che il calore sale e l’umidità scende vale anche per le settimane bianche. Il numero di rimostranze su presunti difetti dell’asciuga-scarponi nell’arco alpino non è ancora stato registrato ma una cosa è certa: nel 99,9 per cento dei casi l’errore non sta nel sistema. Se la punta degli scarponi è rivolta verso il basso, raccoglie tutta la gelida umidità che vi rovinerà la giornata sugli sci.
  • Ora parliamo degli scarponi da sci. Hanno praticissime fibbie che consentono di tenerli ben stretti ai piedi … sugli sci. Sciando. Camminare non è divertente con gli scarponi da sci. Chi chiude le fibbie per raggiungere la pista o la seggiovia, come se stesse già affrontando la discesa sulla pista innevata non si sentirà bene negli scarponi per il resto della giornata, anzi.
  • Impostare gli attacchi da sci è una cosa per specialisti. Quindi: via le mani dalle viti. E anche se l’impostazione della lunghezza della suola dello scarpone potrebbe consentirvi di scambiarvi gli sci con gli altri membri del gruppo o della famiglia, un attacco da sci che non si disinnesca o si disinnesca anticipatamente può portare a incidenti anche gravi.
  • A proposito di sci a noleggio: non solo spesso hanno un aspetto simile, ma sono modelli identici. Diventa quindi utile ricordare esattamente dove sono stati messi. Per essere veramente sicuri, sarebbe bene memorizzare o annotare il numero di sci. Oppure scattare una foto con il cellulare.
  • Le tute da sci, le giacche e i capi tecnici si possono generalmente lavare. Vi ricordiamo alcune semplice regole: chiudere le cerniere e le chiusure a velcro. Rivoltare i capi. Utilizzare un detersivo apposito e lavare a temperature non troppo calde. A partire da 40 gradi, molti adesivi che attaccano parti tessili iniziano a staccarsi. Durante l’asciugatura, di solito si riattaccano, ma le piccole cavità che si sono generate, nel tempo, consentiranno al vento e all’acqua di passare attraverso parti precedentemente ermetiche. Le membrane high-tech traspiranti (come il “Gore-Tex”) si incollano e diventano inutilizzabili se trattate con ammorbidente. A chi vuole lavare il piumino in lavatrice, consigliamo di aggiungere delle palle da tennis nel cestello: faranno un baccano infernale ma la lavatrice potrà sopportarlo. Le palle da tennis evitano che le piume si raggrumino.
  • Tanto non è sempre meglio. Chi pensa di combattere il freddo delle giornate più fredde con due paia di calzettoni o un secondo strato di biancheria intima da sci, ottiene esattamente il contrario. Non sono gli strati “a cipolla” che tengono caldo, ma l’aria che si forma fra questi strati. Se non c’è abbastanza spazio fra uno strato e l’altro non c’è abbastanza spazio per l’aria calda. Il risultato: non più “freddo” ma “gelido”.

LA VACANZA È DIVERTIMENTO

  • E quindi va fotografata! Ma alcune cose che le batterie non tollerano sono il freddo, l’umidità e il vento gelido. Gli smartphone che normalmente tengono la carica per tutta le giornata, in montagna sono “morti” dopo qualche ora. Soprattutto se in background sono in esecuzione 25 app, se sono attivi e-mail e messaggi, il lettore MP3 è in esecuzione e si filmano le discese. Lo smartphone tenuto nella tasca esterna è quasi garanzia di batteria scarica. Tenuto vicino al corpo sta più caldo. In modalità aereo, la batteria dura più a lungo. E contro l’umidità, sia dall’interno che dall’esterno, una busta di plastica è una buona soluzione indipendentemente dal fatto che si usi l’apposita copertura per il cellulare o un sacchettino di plastica usa e getta del bagno dell’albergo. Portare con sé il caricatore non è una brutta idea, ma probabilmente ce l’hanno avuta anche gli altri avventori del rifugio. E il numero di prese in montagna è limitato.
  • “Pics or it did not happen” oggi lo applichiamo alla vacanza sugli sci. Ma la “generazione dei selfie” dimentica spesso che il mondo continua a girare anche quando ci si ferma per scattare la foto del secolo. Fermarsi in mezzo alla pista per immortalare il meraviglioso paesaggio invernale con se stessi è intelligente quanto fermarsi sull’autostrada per fare una foto ricordo sulla corsia di sorpasso: potrebbe essere la foto del ricordo.

    Anche usare l’asta da selfie fuori dal finestrino della cabinovia non è una grande idea perché i pali della funivia sono decisamente più resistenti. Sempre.

  • Per chi abita in montagna è difficile da capire, ma per i vacanzieri la foto mentre si lecca il ghiaccio o la stalattite di ghiaccio all’aperto è quasi un must. Noi professionisti delle vacanze Falkensteiner vi preghiamo con tutto il cuore: non fatelo! In un nanosecondo la vostra lingua si troverà congelata e saldata al ghiaccio. Anche la saliva congela rapidamente e rende sempre più difficile staccare la lingua. Strapparla via è quasi sempre impossibile, estremamente doloroso e causa quasi sempre ferite. Se vedete qualcuno in questa spiacevole situazione, non ridete ma aiutatelo. Però, per l’amor del cielo, non pensate di usare acqua calda per sciogliere il ghiaccio perché le possibilità sono solo due: o ustionate il malcapitato o l’acqua si congela. O entrambe le cose. Vi serve un asciugacapelli. O tamponi caldi. E poi probabilmente il soccorso alpino. A proposito, in Austria dovete telefonare al 140, in Alto Adige al 118.
  • I laghi di montagna ghiacciati sono magnifici e idilliaci. Gli esperti alpini Falkensteiner (e anche le guide alpine e il personale del soccorso alpino) avvertono tuttavia di non accedere a superfici ghiacciate non contrassegnate come sicure e affidabili (per la giornata in questione). Se proprio non riuscite a non camminare su una superficie di ghiaccio naturale sconosciuta, la regola è: davanti stanno le persone più pesanti, non quelle più leggere. E se avete il minimo dubbio perché iniziate a vedere piccolissime increspature nel ghiaccio, tornate subito a terra! Subito! Magari gattonando sulla pancia per distribuire meglio il peso ed essere più sicuri. Non importa se siete buffi.
  • Importantissimo per la vita: il fatto che vicino alle piste la neve appaia perfettamente uguale a quella che c’è sulle piste contrassegnate, ciò non significa che nei “fuori pista” vi siano gli stessi standard di sicurezza di quelli sulle piste preparate, controllate e sicure: lo spazio che circonda le piste delimitate è territorio di alta montagna. E ricordate che le piste finiscono esattamente nei punti della loro delimitazione. Chiunque si avventuri anche solo un metro in questa zona apparentemente innocua non dovrebbe farlo senza averne le giuste competenze, il giusto allenamento e le giuste attrezzature di emergenza. La tariffa giornaliera di una guida alpina locale può sembrare elevata, ma la guida non solo conosce i punti e i pendii più belli della regione, ma anche i punti sicuri e quelli pericolosi.

La certezza di poter raccontare a fine giornata al bar del Falkensteiner, perfettamente in salute e felici, queste esperienze uniche vale bene questa spesa, oppure rimanete sulle piste contrassegnate.

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